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  • COVID-19
  • 2014-2023
  • Research data
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  • Italian
  • Mémoires en Sciences de l'Information et de la Communication
  • Hyper Article en Ligne - Sciences de l'Homme et de la Société

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  • Authors: Vitale, Tommaso;

    V-Dossier; The empirical analyses and in-depth studies on volunteering in Italy and Europe are well developed. We are witnessing an acceleration of dynamics that could already be seen emerging in the previous decade. An all-encompassing volunteering, increasingly capable of radiating strength and energy into every sector of our collective life. Increasingly effective, but also more demanding in terms of time and skills. Which engages few people, few young people, and which is more and more time consuming for those who are engagedd. Based on small, highly cohesive groups that engage positively and synergistically with problems, volunteering has recently been studied from multiple angles and perspectives, not least for the skills it develops, and for its ability to reduce inequalities in political participation. The pandemic, however, has made two major tensions more evident than ever, that relating to problems of conventions' transmission and that relating to sociality.

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  • Authors: Vitale, Tommaso;

    contribution à un site web; L’epidemia di COVID-19, mentre rende necessario il distanziamento sociale, sta suscitando nuove e varie forme di impegno solidale, mostrando come i legami di solidarietà possono evolversi nello scenario attuale.

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  • Authors: Longo, Giuseppe;

    G. Longo. 1 - La pandemia ed il «techno-fix», in Il Manifesto, ed. web, novembre 2021: (Pandemia-tecno-fixLongo.pdf), in francese in (La-pandemie-le-techno-fix).2 - La pandémie et le « techno-fix », deuxième partie, in Blog Mediapart de l'AAGT, décembre 2021: (PandemTechnoII), in italiano (PandemTecno2-rif.pdf) Site web de référence : https://www.di.ens.fr/users/longo/; Il Manifesto; Il mondo, gli esseri umani, le nostre vite sono state sconvolte da una pandemia… attesa. Infatti, è dal 1993 che gli esperti segnalano una "epidemia di epidemie". Un libro, ben documentato, del 2015 2 e numerosi articoli hanno successivamente aggiornato i dati su tale fenomeno, che può essere riassunto in questo grafico: Cosa è successo negli ultimi cinquant'anni, dopo un secolo di riduzione estremamente significativa del numero di epidemie, in particolare-ma non solo-in Europa? Un raddoppiamento della popolazione mondiale ed un aumento di otto o nove volte delle epidemie, ben monitorate sin dalla fine del XIX secolo. Circa il 70% di queste recenti epidemie sono il risultato di "zoonosi", cioè sono causate da microrganismi che passano dagli animali agli esseri umani. Tra le molteplici cause di questa sorprendente crescita prevalgono le deforestazioni e le perdite di biodiversità, entrambe di dimensioni senza precedenti nella storia umana, accompagnate dalla creazione di allevamenti intensivi in prossimità di queste aree critiche. Nel caso del Covid19, non si può nemmeno escludere una "fuga accidentale di laboratorio"-lo si cerca di capire grazie a complesse analisi filogenetiche

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  • Authors: Stasolla, Carlo; Vitale, Tommaso;

    Publication en ligne; Animazione Sociale; Il 9 marzo 2020 il presidente del Consiglio dei Ministri italiano Giuseppe Conte, «allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19», ha firmato un decreto di completo lockdown finalizzato a “evitare ogni spostamento delle persone fisiche”. Su tutto il territorio nazionale, inoltre, è raccomandata l’applicazione di stringenti misure igienico-sanitarie. Con la nostra Associazione 21 luglio abbiamo subito effettuato una ricerca applicata finalizzata a comprendere il primo impatto delle misure emergenziali in alcuni insediamenti formali della città di Roma abitati da famiglie identificate dalle autorità locali e che generalmente si autodefiniscono come appartenenti alle diverse comunità rom.

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  • Authors: Maci, Lucio;

    Prolegomeni di uno studio e di una ricerca sui disturbi del gusto e dell'olfatto ascrivibili al COvid-19; Il 30 gennaio 2020 l'OMS ha dichiarato che il focolaio internazionale da nuovo Coronavirus, identificato il 9 gennaio e denominato successivamente SARS-CoV2 o COVID-19, è un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (Public Health Emergency of International Concern) PHIEC. I quadri clinici correlabili all'infezione da questo virus sono stati inizialmente descritti nel dicembre 2019 a Wuhan in Cina e si sono rapidamente diffusi ad altre parti della Cina, poi in Europa, Nord America, Africa e Asia. L'infezione da COVID-19 rappresenta una nuova malattia sulla quale apprendiamo ogni giorno sempre nuove informazioni. I primi dati, provenienti in particolare da Cina, Corea del Sud e Italia, indicano che Oltre il 60% dei pazienti con diagnosi di Covid-19 perde completamente l'olfatto e una percentuale ancora più elevata (88%) soffre di un certo grado di alterazione del gusto. L'anosmia post-virale è una delle principali cause di perdita del senso dell'olfatto negli adulti. L'anosmia, cioè la perdita della capacità di percepire gli odori, non è un fenomeno così insolito nei casi di infezioni virali: per esempio i rhinovirus del raffreddore, alcuni virus parainfluenzali e quelli influenzali portano spesso a disfunzioni a livello olfattivo, caratterizzate da una reazione infiammatoria della mucosa nasale e da rinorrea .Sappiamo che gli altri coronavirus portano a perdita dell'olfatto-e di conseguenza anche del gusto-in circa il 15% dei casi: non sarebbe quindi sorprendente scoprire che anche COVID-19 causasse anosmia nei pazienti infetti". Pertanto è ragionevole ritenere che potrebbe esserci una relazione.

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  • Authors: Longo, Giuseppe;

    G. Longo. 1 - La pandemia ed il «techno-fix», in Il Manifesto, ed. web, novembre 2021: (Pandemia-tecno-fixLongo.pdf), in francese in (La-pandemie-le-techno-fix).2 - La pandémie et le « techno-fix », deuxième partie, in Blog Mediapart de l'AAGT, décembre 2021: (PandemTechnoII), in italiano (PandemTecno2-rif.pdf) Site web de référence : https://www.di.ens.fr/users/longo; Blog Mediapart de l'AAGT; Texte en français en accès libre : https://blogs.mediapart.fr/les-amis-de-la-generation-thunberg/blog/161221/giuseppe-longo-la-pandemie-et-le-techno-fix-deuxieme-partie; In una precedente nota (qui), ho sottolineato la necessità di una riflessione sulle cause possibili di questa pandemia, che vanno cercate, pensando anche al futuro, in una preoccupante crescita delle epidemie a partire dagli anni '70 (si tratta di "zoonosi" al 70%, indotte da deforestazioni e dal calo della biodiversità, v. (Morand, Figuié, 2016) li' citato), nonché fra le possibili fughe accidentali di laboratorio. Anche questa seconda osservazione era basata sull'esperienza storica: la moratoria del 2014 negli USA di alcuni tipi di manipolazioni genetiche su microorganismi, a seguito di numerose conseguenze incontrollate, alcune gravissime, moratoria sospesa nel 2017 (v. riferimenti nella prima nota). Queste conoscenze possono comunque guidarci nell'azione, anche prima di capire l'origine di questa specifica pandemia, estensione al mondo di una epidemia fra le tante. Aggiungevo poi il rilievo della catastrofe sanitaria, anche quella annunciata. Vaccini ed immunità Ricordiamoci, in primis, che siamo sotto un regime di approvazione provvisoria dei vaccini, sia per la FDA che l'EMA. Questo è dovuto alla diversità dei virus, una diversità evolutiva, e, quindi, dei vaccini, ognuno da analizzare per le sue caratteristiche. Si prenda il caso di due straordinari successi, i vaccini contro il vaiolo e la poliomielite. Il primo rende il vaccinato immune: non è portatore del virus. La relativa stabilità evolutiva del virus ha permesso così di sradicarlo dalla specie umana (dichiarazione OMS, 1986). Il vaccinato contro la polio, invece, può esser infetto: la malattia è contenuta dalla immunità naturale o vaccinale in più o meno lievi sindromi intestinali, comunque un grande successo. Si pensi però a dei genitori degli anni '60 che, non potendo vaccinare il loro bimbo per un qualche motivo medico, avessero detto: noi le babysitter le prendiamo solo vaccinate e con pass-sanitario. Ne arriva una vaccinata, con un po' di mal di pancia, va spesso in bagno, una volta si lava male le mani… ed il bimbo si ammala di polio. Venendo al Covid, due recenti articoli di The Lancet, del 29/10/21 (qui) e del 19/11/21 (qui), mostrano che le persone vaccinate possono infettarsi, avere una carica virale simile a quella dei non vaccinati, trasmettere efficacemente l'infezione anche a contatti vaccinati. Secondo i dati raccolti in settembre (qui) gli aumenti delle infezioni da COVID-19 non sono correlati ai livelli di vaccinazione in 68 paesi nel mondo e 2947 su 3200 contee negli Stati Uniti; il calo dei casi gravi e mortali, almeno nella fase iniziale della vaccinazione, riservata ad anziani e fragili, è invece confermato. Caratteristiche specifiche, locali e storiche, delle interazioni ospite-virus all'inizio dell'infezione possono modellare l'intera evoluzione virale, in un individuo ed in una collettività, ma questa de-correlazione fra vaccinati ed infetti (l'infezione corre anche fra i vaccinati) è molto uniforme, sempre distinguendo fra "infetti", da una parte, e "malati gravi e decessi", dall'altra: quest'ultimi diminuiscono con il tempo e con la vaccinazione. Che dire allora della famosa "immunità di gruppo" (herd immunity), tanto attesa da molti leader, relativamente a questa malattia? e per la polio od il vaiolo? Immuni da cosa, dall'infezione o dalla malattia grave? Bisogna allora vaccinare anche chi non è vittima di forme gravi della malattia "per proteggere gli altri"? Tutti casi diversi. Domande che farei agli studenti: pensateci, direi loro, ma

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  • Authors: Vitale, Tommaso; Stasolla, Carlo;

    contribution à un site web; 1rst lines : Il 9 marzo 2020 il presidente del Consiglio dei Ministri italiano Giuseppe Conte, «allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19», ha firmato un decreto di quarantena completa finalizzato a “evitare ogni spostamento delle persone fisiche”[1]. Su tutto il territorio nazionale, inoltre, è raccomandata l’applicazione di stringenti misure igienico- sanitarie. Con la nostra Associazione 21 luglio abbiamo subito effettuato una ricerca applicata finalizzata a comprendere il primo impatto delle misure in esso riportate in alcuni insediamenti formali dalle città di Roma abitati da famiglie identificate dalle autorità locali e che generalmente si autodefiniscono come appartenenti alle diverse comunità rom[2].

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    G. Longo. 1 - La pandemia ed il «techno-fix», in Il Manifesto, ed. web, novembre 2021: (Pandemia-tecno-fixLongo.pdf), in francese in (La-pandemie-le-techno-fix).2 - La pandémie et le « techno-fix », deuxième partie, in Blog Mediapart de l'AAGT, décembre 2021: (PandemTechnoII), in italiano (PandemTecno2-rif.pdf) Site web de référence : https://www.di.ens.fr/users/longo/; Il Manifesto; Il mondo, gli esseri umani, le nostre vite sono state sconvolte da una pandemia… attesa. Infatti, è dal 1993 che gli esperti segnalano una "epidemia di epidemie". Un libro, ben documentato, del 2015 2 e numerosi articoli hanno successivamente aggiornato i dati su tale fenomeno, che può essere riassunto in questo grafico: Cosa è successo negli ultimi cinquant'anni, dopo un secolo di riduzione estremamente significativa del numero di epidemie, in particolare-ma non solo-in Europa? Un raddoppiamento della popolazione mondiale ed un aumento di otto o nove volte delle epidemie, ben monitorate sin dalla fine del XIX secolo. Circa il 70% di queste recenti epidemie sono il risultato di "zoonosi", cioè sono causate da microrganismi che passano dagli animali agli esseri umani. Tra le molteplici cause di questa sorprendente crescita prevalgono le deforestazioni e le perdite di biodiversità, entrambe di dimensioni senza precedenti nella storia umana, accompagnate dalla creazione di allevamenti intensivi in prossimità di queste aree critiche. Nel caso del Covid19, non si può nemmeno escludere una "fuga accidentale di laboratorio"-lo si cerca di capire grazie a complesse analisi filogenetiche

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    G. Longo. 1 - La pandemia ed il «techno-fix», in Il Manifesto, ed. web, novembre 2021: (Pandemia-tecno-fixLongo.pdf), in francese in (La-pandemie-le-techno-fix).2 - La pandémie et le « techno-fix », deuxième partie, in Blog Mediapart de l'AAGT, décembre 2021: (PandemTechnoII), in italiano (PandemTecno2-rif.pdf) Site web de référence : https://www.di.ens.fr/users/longo; Blog Mediapart de l'AAGT; Texte en français en accès libre : https://blogs.mediapart.fr/les-amis-de-la-generation-thunberg/blog/161221/giuseppe-longo-la-pandemie-et-le-techno-fix-deuxieme-partie; In una precedente nota (qui), ho sottolineato la necessità di una riflessione sulle cause possibili di questa pandemia, che vanno cercate, pensando anche al futuro, in una preoccupante crescita delle epidemie a partire dagli anni '70 (si tratta di "zoonosi" al 70%, indotte da deforestazioni e dal calo della biodiversità, v. (Morand, Figuié, 2016) li' citato), nonché fra le possibili fughe accidentali di laboratorio. Anche questa seconda osservazione era basata sull'esperienza storica: la moratoria del 2014 negli USA di alcuni tipi di manipolazioni genetiche su microorganismi, a seguito di numerose conseguenze incontrollate, alcune gravissime, moratoria sospesa nel 2017 (v. riferimenti nella prima nota). Queste conoscenze possono comunque guidarci nell'azione, anche prima di capire l'origine di questa specifica pandemia, estensione al mondo di una epidemia fra le tante. Aggiungevo poi il rilievo della catastrofe sanitaria, anche quella annunciata. Vaccini ed immunità Ricordiamoci, in primis, che siamo sotto un regime di approvazione provvisoria dei vaccini, sia per la FDA che l'EMA. Questo è dovuto alla diversità dei virus, una diversità evolutiva, e, quindi, dei vaccini, ognuno da analizzare per le sue caratteristiche. Si prenda il caso di due straordinari successi, i vaccini contro il vaiolo e la poliomielite. Il primo rende il vaccinato immune: non è portatore del virus. La relativa stabilità evolutiva del virus ha permesso così di sradicarlo dalla specie umana (dichiarazione OMS, 1986). Il vaccinato contro la polio, invece, può esser infetto: la malattia è contenuta dalla immunità naturale o vaccinale in più o meno lievi sindromi intestinali, comunque un grande successo. Si pensi però a dei genitori degli anni '60 che, non potendo vaccinare il loro bimbo per un qualche motivo medico, avessero detto: noi le babysitter le prendiamo solo vaccinate e con pass-sanitario. Ne arriva una vaccinata, con un po' di mal di pancia, va spesso in bagno, una volta si lava male le mani… ed il bimbo si ammala di polio. Venendo al Covid, due recenti articoli di The Lancet, del 29/10/21 (qui) e del 19/11/21 (qui), mostrano che le persone vaccinate possono infettarsi, avere una carica virale simile a quella dei non vaccinati, trasmettere efficacemente l'infezione anche a contatti vaccinati. Secondo i dati raccolti in settembre (qui) gli aumenti delle infezioni da COVID-19 non sono correlati ai livelli di vaccinazione in 68 paesi nel mondo e 2947 su 3200 contee negli Stati Uniti; il calo dei casi gravi e mortali, almeno nella fase iniziale della vaccinazione, riservata ad anziani e fragili, è invece confermato. Caratteristiche specifiche, locali e storiche, delle interazioni ospite-virus all'inizio dell'infezione possono modellare l'intera evoluzione virale, in un individuo ed in una collettività, ma questa de-correlazione fra vaccinati ed infetti (l'infezione corre anche fra i vaccinati) è molto uniforme, sempre distinguendo fra "infetti", da una parte, e "malati gravi e decessi", dall'altra: quest'ultimi diminuiscono con il tempo e con la vaccinazione. Che dire allora della famosa "immunità di gruppo" (herd immunity), tanto attesa da molti leader, relativamente a questa malattia? e per la polio od il vaiolo? Immuni da cosa, dall'infezione o dalla malattia grave? Bisogna allora vaccinare anche chi non è vittima di forme gravi della malattia "per proteggere gli altri"? Tutti casi diversi. Domande che farei agli studenti: pensateci, direi loro, ma

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